martedì, maggio 22, 2012
Pioggia.
Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno.
Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza.
- Antoine de Saint-Exupéry -
Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza.
- Antoine de Saint-Exupéry -
mercoledì, maggio 02, 2012
qualcuno con cui correre
Oggi non riesco a fare nulla, nessuna voglia voglia di leggere, nessuna voglia di studiare, nessuna voglia di vedere film, nessuna voglia di parlare al telefono. Però ascolto musica e aspetto di andare al cineforum. E' una strana sensazione di insofferenza che non mi prendeva da parecchio tempo e che di solito non mi appartiene. Mi interrogo sulle sue ragioni, in parte le conosco e so da dove viene tutta questa energia implosa e soprattutto so dove vorrebbe andare ma mi rendo conto che non sempre è facile canalizzare, trovare scorciatoie e guardare il panorama da un altro punto, diverso da quello che avresti voluto e che vorresti, più laterale, più nascosto rispetto al belvedere cosi ambito e sognato. Stefano mi ha raccontato che Simone vuole sempre correre e che lui non sempre ce la fa a stargli dietro. Mentre mi parlava mi è venuto in mente un libro di David Grossman che non ho mai letto ma che mi ha sempre colpito per il titolo: Qualcuno con cui correre. Ecco, questa inquietudine è tutta nella corsa ma le ginocchia sbucciate mi costringono a stare immobile ed aspettare che si sanino le ferite.. ma io questa volta non ho più pazienza, questa volta voglio solo correrti incontro e stringerti a me.
martedì, maggio 01, 2012
primo maggio
Oggi è arrivato maggio ed ha portato un cielo cosi azzurro che a guardarlo a testa in giù ti sembrava quasi di toccarlo con le dita dei piedi tanto riempiva ogni cosa. La mia stanza inizia ad essere calda e accogliente. Ho talmente tanto da studiare che non so nemmeno da dove cominciare e questa voglia di calore, di sole e di mare mischiata alla voglia sempre più grande di te mi spezza in due e non mi fa respirare.
venerdì, aprile 27, 2012
" e ci cadevano in testa le stelle inchiodate male.."
Oggi l'estate si è annunciata senza timidezza, attraverso una primavera esplosa come una stella troppo vicino alla crosta terrestre. Napoli era bellissima e mi ha fatto piangere perchè la bellezza non condivisa ti ferisce, come quando sfogliando le pagine di un libro ti tagli con la carta perchè la carta non è un coltello e non ti aspetti che ti faccia del male cosi come non mi aspettavo che i tuoi occhi potessero ferirmi, quegli stessi occhi cosi caldi in cui tante volte mi ritrovavo quando mi sentivo persa e in cui mi rifugiavo quando avevo freddo. Ieri ti ho incontrato e mi hai ferito con quegli stessi occhi cosi pieni di calore che brillavano quando mi guardavano. Ho desiderato talmente tanto incontrarti tra la gente ed alla fine è successo. Non so quante volte ho camminato per strada cercandoti, sperando di trovare il tuo viso tra tutti gli altri... E come sarebbe bello se bastasse desiderare perchè le cose accadano. Desiderare un tuo abbraccio, desiderare le tue labbra, desiderare i tuoi capelli tra le mie mani, desiderare di essere compresa, di essere capita, desiderare cancellare tutte le false idee ed i fraintendimenti. Desiderare i tuoi occhi su di me. Desiderare di spalmarmi sulla tua mente come recitava una poesia di Suzanne Vega che ti lessi al telefono tanto tempo fa. Desiderare il tuo sesso contro il mio per tornare ad essere libera insieme a te.
lunedì, aprile 02, 2012
e come sempre arriva la sera.
La scorsa notte ho sognato che qualcuno mi amava. Recita cosi il titolo di una bellissima canzone degli Smiths. E forse stanotte sognerò che quel qualcuno mi ama, con gli occhi, con la bocca, con tutto il corpo. Ora che i lineamenti hanno ripreso di nuovo forma e sono più vividi che mai. Mi butto nei sogni, mi avvalgo della facoltà di sognare perchè nessuno, nemmeno tu, può impedirmi di farlo. Ed anche nei sogni mi aggrappo come sempre ai tuoi capelli, ancora più belli di prima, ancora più neri, ancora più forti, ancora cosi pieni della tua pregnante personalità che più mi allontana e più mi lega a te, perchè riesco a sentirti anche al buio, anche dal silenzio, anche da cosi lontano.
lunedì, marzo 26, 2012
un anno fa, qui.
Un anno fa verso quest'ora venivo in stazione a prenderti, come sempre trepidante sul binario quando riuscivo a trovare parcheggio e correre ad abbracciarti come fosse la scena di un film. Lo ricordo perchè era il mio onomastico ed il compleanno di Alberto. C'era anche Laura ed insieme andammo tutti e quattro a prendere un caffè. Mi sentivo cosi orgogliosa di presentarti a loro due che erano e sono due delle persone che voglio più bene al mondo, due di quegli amici che, come per i tuoi, si contano sulle dita di una mano. Poi andammo a mangiare una pizza, io e te e passammo la serata guardandoci e parlandoci, tu con quel sorriso stampato che non ti toglievi mai dalla faccia quando ti parlavo ed io con una grande emozione dentro che faceva a pugni con il mio passato per uscire interamente allo scoperto e darsi totalmente a te. Oggi sei da tutt'altra parte, in un posto dove a me non è dato entrare perchè non mi guardi più con quel sorriso ed anzi se forse mi avessi di fronte non mi daresti altro che indifferenza, per quanto mi possa sembrare assurdo. Qualche giorno fa, dopo otto mesi, ho finalmente trovato il coraggio di chiamarti e tu mi hai detto che la mia telefonata era inaspettata. Inaspettata, come avrei voluto che anche per me lo fosse! Oggi pensandoci, ancora non ci credo che ho avuto il coraggio di telefonarti e di chiedere di incontrarci. Tu non capisci perchè io voglia vederti e mi dici che tu non senti assolutamente l'esigenza di un incontro con me e che nei tuoi occhi leggerò il nulla. Sono disposta a leggerlo questo nulla pur di ritrovare anche solo per un attimo la tua figura, il tono della tua voce, le tue labbra, sfiorare il tuo odore, le tue mani e sono sicura... anche il tuo sorriso. E dentro di me urla la grande incomprensione che continua tra le nostre anime, perchè dopo averti sentito al telefono e parlato per ore penso sempre di più che tu mi parli di una persona che non sono io, che non hai capito i miei gesti, che tutto è stato frainteso ed interpretato nel modo sbagliato. Mi diresti che è il tuo modo e tanto basta per te. Avresti ragione, solo con la differenza che la persona di cui mi parli e contro cui scagli la tua indifferenza, te lo giuro, non sono io e non potrei mai esserlo.
domenica, marzo 04, 2012
E venne il giorno in cui il rischio di rimanere chiuso in un bocciolo divenne più doloroso del rischio di sbocciare. ]Anais Nin[
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